Dott. Cristina Maletti

"L'inconscio si esprime per simboli ed immagini" (Jung) ma a queste immagini, sogni, miti, leggende, l'uomo ha guardato sempre meno.

Smarrendo la pienezza dell'immagine nel vuoto della parola, l'essere umano ha smarrito anche il rapporto con l'inconscio e i suoi sogni... e ne soffre.

La chiave per accedere alla totalità dell'essere umano è l'immagine, il simbolo che è alla base dell'interpretazione dei sintomi fisici, emotivi, spirituali.

Il concetto di malattia

inconscio

La "malattia" viene compresa attraverso la contemplazione della sua totalità. La parola "contemplazione" contiene un prefisso "con" che significa "insieme, unito" e "templum" che in origine era un "quartiere del cielo", che un augure doveva osservare per trasferire e portare le sue scoperte dall'alto al basso. "Tenere uniti i templi", quello in alto del cielo e quello in basso della terra, è il significato primitivo della parola con-templazione.

Da qui l'idea della Medicina Olistica è quella di unire ogni particolare in un'impressione globale, dove il tutto è più della somma delle singole parti.

 

Regressione

regressione

La malattia fisica-spirituale-mentale è sempre una regressione e porta automaticamente l'uomo in una condizione di assoluta paralisi e impotenza.

Già nell'antichità gli ospedali erano i templi del Dio Esculapio, inteso come "spazio sacro". Qui il malato preparato si coricava e durante il sonno sognava la soluzione del suo problema o lo vedeva concretamente in immagini davanti ai suoi occhi, oppure gli appariva Esculapio che gli spiegava dove portava la sua strada. Questa medicina aveva reale successo e produceva guarigione.

In base alla moderna psicologia, potremmo dire che veniva creato uno spazio all'interno del quale la soluzione poteva emergere dall' inconscio del paziente stesso tradotta in immagini.

 

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